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Giulia Amorini
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L’ansia come segnale
25 May 2016
Psicologia
Relazioni di oggi, attaccamento di ieri

Molte ricerche sono state svolte per evidenziare cosa influenzi il nostro modo di entrare in relazione con gli altri, specie in ambito sentimentale. Che tipo di partner scegliamo? Che storie d’amore stiamo sperimentando? Durevoli, burrascose, impossibili, soddisfacenti?
Le ricerche nell’ambito della teoria dell’attaccamento formulata dal medico e psicoanalista britannico John Bowlby a partire dagli anni ’70 e poi ampliate da altri autori (Ainsworth, Main, Kaplan, Hazan e Shaver, Horowitz) hanno mostrato come il tipo di esperienza relazionale avuta in infanzia con le principali figure che si prendevano cura di noi (genitori o altri adulti) possa influenzare significativamente le nostre relazioni in età adulta.

Come è possibile?
Nelle relazioni di coppia sono presenti alcune caratteristiche analoghe a quelle riscontrabili nella relazione tra il bambino e l’adulto di riferimento, come ad esempio ricerca di vicinanza e protezione, mantenimento del contatto, ansia da separazione, ricerca di un rifugio sicuro.
È per questo che da adulti, all’interno delle relazioni di coppia si riattiva il sistema di attaccamento, con modalità spesso simili a quelle vissute in infanzia. Questo sistema, secondo Bowlby, quando siamo piccoli ci aiuta alla sopravvivenza fisica ed emotiva perché ci porta a cercare la vicinanza e la cura di chi si occupa di noi, specialmente nelle situazioni di pericolo. Nei primi anni di vita, in base a come verremo accuditi, si formeranno gradualmente dentro di noi delle rappresentazioni interne inconsapevoli delle relazioni che stiamo sperimentando (Modelli Operativi Interni – MOI). Questi schemi descrivono l’immagine di noi stessi, degli altri e della relazione, rispondendo a domande come: Che idea mi sono fatto di me stesso? Sono qualcuno che riceverà facilmente amore? O mi considero poco degno di cura, amore e protezione?
Cosa mi aspetto dall’altro? Sarà accogliente e disponibile o mi aspetto un rifiuto? O, ancora, immagino che l’altro sia imprevedibile? E, infine, ho fiducia di poter sperimentare una relazione piacevole con l’altro oppure ho paura di avvicinarmi e sono preoccupato di cosa può succedere in una relazione, al punto da evitare un contatto intimo o da provare contemporaneamente il desiderio di avvicinarmi e allontanarmi da qualcuno di importante?
La nostra esperienza da adulti nell’incontro con un potenziale partner è così influenzata dall’immagine che ci siamo costruiti sin da piccoli di noi, dell’altro e della relazione. Bowlby sottolinea come inconsapevolmente siamo portati da adulti a confermare, attraverso la relazione con l’altro, i MOI di cui siamo portatori, anche quando sono dolorosi e negativi.
Nelle nostre relazioni amorose possiamo sentirci soddisfatti e protetti, oppure frustrati, preoccupati, spaventati etc. Può accadere di ritrovarsi più volte in relazioni simili tra loro, che in qualche modo non ci permettono di star bene. In questi casi può essere molto utile, all’interno di un percorso di psicoterapia, riscoprire il significato di quello che oggi ci accade nelle relazioni, ripercorrendo la nostra storia e imparando a comprendere meglio le emozioni che proviamo nell’incontro con l’altro, per modificare quei comportamenti che, seppur funzionali e utili in passato, oggi possono inconsapevolmente portarci a relazioni poco piacevoli o dichiaratamente disfunzionali.

Le problematiche relazionali che possiamo incontrare nel corso della nostra vita si presentano con diverse caratteristiche e sfaccettature. Per alcuni di noi i problemi sorgono già all’inizio di una storia; a quanti di noi è capitato di pensare: “incontro sempre la persona sbagliata!”. Per altri è possibile creare dei rapporti di coppia continuativi dei quali tuttavia ci si sente poco soddisfatti o irrequieti. Altre problematiche possono invece insorgere anche in rapporti consolidati, laddove alcuni cambiamenti naturali o imprevisti nel ciclo di vita di una coppia possono generare momenti di crisi più o meno profondi.
In tutti questi casi un lavoro su se stessi o sulla coppia attraverso l’aiuto di un professionista psicoterapeuta può consentire di trovare nuove modalità di relazione, di liberarsi di quei rapporti faticosi per accedere a qualcosa di più piacevole, o di attraversare insieme una crisi che può rivelarsi evolutiva per la coppia, laddove affrontata con consapevolezza e disponibilità da entrambe i partner a lavorare insieme sulle problematiche evidenziate, rispettando il vissuto di ognuno.

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Dott.ssa Giulia Amorini

Psicologa Psicoterapeuta integrata, ceramista

Psicologa, Psicoterapeuta integrata, Ceramista, propone interventi altamente personalizzati, utilizza l’arte applicata alla psicoterapia per favorire il processo terapeutico e lo sviluppo interiore.

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Dott.ssa Giulia Amorini - Psicologa Psicoterapeuta - Esperta in tecniche artistico-espressive. Ordinepsicologilazio.it/albo/giuliaamorini n° iscrizione 16667 Piva 12231271003 - Agenzia Seo Kma Web Agency